La classiche pulizie del proprio condominio sono scadenti e non soddisfano le proprie esigenze? Quando si ha la possibilità di rifiutare il pagamento.
Per quanto sia vantaggioso, vivere all’interno di un condominio comporta il pagamento di alcune spese che, aggiunte a quelle personali, sono piuttosto considerevoli e non possono essere prese sottogamba. Se poi, dopo averle pagato (ed anche parecchio) non si è nemmeno soddisfatti del servizio ottenuto, si capisce bene che il malcontento tra i condomini può aumentare sempre di più e può, addirittura, arrivare a drastiche decisioni.

Le pulizie condominiali, ad esempio, rappresentano uno degli argomenti che, in più e più occasioni, hanno sollevato questioni e problemi tra gli inquilini di un palazzo. Solitamente affidate ad una ditta esterna, può capitare che i condomini non restino assolutamente soddisfatti dalle mansioni messe in pratica o che, addirittura, notino una certa superficialità.
Una situazione, da come si capisce, che non dovrebbe mai verificarsi, soprattutto perché ciascuna ditta sottoscrive un contratto di lavoro prima di iniziare a svolgere le proprie faccende, e che può avere delle conseguenze veramente irreversibili. Addirittura, infatti, i condomini possono prendere anche in considerazione l’idea di sospendere il pagamento: ecco quando.
Quando si può smettere di pagare le pulizie condominiali
Non è assolutamente una novità che i condomini possano rimanere insoddisfatti dalle pulizie condominiali portate al termine da una determinata ditta esterna. Può capitare, infatti, che gli inquilini non solo notino un po’ di superficialità o, addirittura, gli interventi saltati, ma che possano anche notare un mancato rispetto dell’accordo contrattuale.

Se di fronte ad una simile situazione molte persone credono che non si possa fare nulla, la realtà è ben diversa da quella che si immagina. La prima cosa da fare, infatti, è quella di inviare – tramite email o altri canali ufficiali – una mail all’amministratore del condominio in cui si segnala il problema, si indicano le aree coinvolte, si specifica da quanto tempo fa avanti il disservizio e, infine, si allegano le foto.
Ottenuta la segnalazione, l’amministratore di condominio dovrà andare a verificare il contratto e controllare la frequenza degli interventi, le attività da svolgere, le aree interessate e gli eventuali servizi aggiuntivi. Una volta fatto questo, l’amministratore è tenuto a contattare la ditta e a richiamarla affinché rispetti gli accordi, può chiedere un intervento immediato e verificare se il personale sia adeguato.
Se di fronte ad un richiamo di tale portata, la ditta non si mette in regola con il suo lavoro e le segnalazioni (sia singole che condivise dei condomini) si protraggono con il tempo, l’amministratore di condominio può pensare di ridurre o, addirittura, sospendere lo stipendio mensile. In alcuni casi, c’è pure la possibilità che la ditta debba pagare una penale.





