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Articoli Dicembre 2019
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TUTTI 
I“MISTERI’’ DELL'
ECOMOSTRO

NEI MEANDRI DELLA TORTUOSA E INCREDIBILE OPERAZIONE CHE HA PORTATO AL RESIDENEI MEANDRI DELLA TORTUOSA E INCREDIBILE OPERAZIONE CHE HA PORTATO AL
RESIDENCE OLIVO
 

Nuova_costruzione_area_vecchio_Lory
 

  • L’idea progettuale prevede la realizzazione di una struttura confortevole e moderna categoria 4 stelle (…) l’hotel sarà composto da tre piani fuori terra per un altezza di massima di 9,31 metri contro gli attuali 10 metri e 40 e una cubatura pari a circa 5719,31 metri cubi”. Così è nato leggendo il primo progetto il mostro, ovvero l’eco mostro che ha visto pressoché triplicare le cubature preesistenti grazie alle faciloni leggi Regionali e alle insensate norme locali del Piano Regolatore che se fosse applicato in toto, porterebbe Garda a diventare simile all’hinterland milanese. Di questo Prg si deve dire soprattutto grazie all’incapace Sindaco di Garda Davide Bendinelli. Costui capace però di sviluppare grosse attività imprenditoriali tra le quali un resort a 5 stelle di sua proprietà maggioritaria costato circa 12 milioni di euro e realizzato in zona Sic e zona a vincolo idrogeologico, con il beneplacito degli uffici comunali. Al di là di questo moloch cementizio di collina a cui sono seguite villette a josa di terzi sotto il suo podere, il caso dell’eco mostro residence Olivo tiene banco. Perché come si evince dal primo capoverso d’apertura progettuale, quello che oggi è un Residence era nei progetti originari presentato come hotel. Infatti il cugino di Antonio Franca (legale rappresentante della Noge hotel), Stefano Franca architetto progettista dell’immobile (assessore del comune di Garda sino al 2011), presentava il 14 maggio 2010 nelle sue carte progettuali il tutto, come attività alberghiera. Allegando il parere del Legale Sardos Albertini. Perché chiedere il parere di un legale per costruire un’ immobile? Perché è proprio quest’ultimo con le sue interpretazioni vicine al limite che permette di dare il via agli enormi ampliamenti dell’eco mostro. “ Ci si chiede se nel Prg quando si parla di strutture turistiche ricettive esistenti non specificasse le medesime debbano essere operative. Sui può quindi dedurre che l’operatività delle strutture ricettive non è requisito necessario per eseguire lavori di ampliamento”. Un precetto che però fa qualche piega. Visto che la definizione di attività alberghiera oggi prevede che si presenti al Comune una segnalazione certificata di attività. L’ex Lory era in disuso da diversi anni senza nessuna attività quindi da circa un trentennio. Anzi il nuovo hotel Lory aveva recepito quella licenza ed è attualmente in funzione nel lotto confinante. Come si poteva ancora considerarlo una realtà“turistica ricettiva esistente”? Era solo pertanto un’immobile in disuso senza nessun titolo. Insomma dopo aver aggirato un paletto in questo curioso modo, l’avvocato parla che il Comune in relazione ad un’area longilinea dei mappali (strada) dove è stata esclusa ogni forma di edificabilità per vincoli urbanistici, il Comune “non ha rinnovato i vincoli urbanistici preesistenti facendoli decadere e non ha colmato il vuoto prescrittivo creato dalla suddetta decadenza con una nuova disciplina urbanistico edificatoria” . Insomma una serie di disattenzioni del Comune in cui alla fine però sarà sempre possibile realizzare quelle opere mancanti di volume, tipo un parcheggio di vetture per esempio. In questo festival del badile c’è infine spazio anche per la piscina . “In zona C1C” dice Sardos “ non si possono realizzare nuovi volumi” . E quindi non si fa nulla? Macché. “ Pare chiaro che una piscina all’aperto senza sopra elevazione non implica volumi e quindi potrà essere tranquillamente realizzata …”. A questo “pare chiaro” però si contrappone in modo perentorio la relazione dello stesso progettista dell’immobile “E ’prevista la realizzazione di un’ampia piscina (…) in struttura metallica su platea in cemento armato (…) una zona idromassaggio interna e prendisole attrezzato”. Così in realtà si crea un volume come sentenzia il Tar della Campania. “Secondo la costante giurisprudenza tutti gli elementi strutturali concorrono al computo della volumetria del manufatto, siano essi interrati o meno, e fra di essi deve intendersi ricompresa anche la piscina, in quanto non qualificabile come pertinenza in senso urbanistico in ragione della funzione autonoma che è in grado di svolgere rispetto a quella propria dell'edificio al quale accede” (dal TAR Campania, Napoli, VII, n. 5771/2014; Tar Campania, Napoli, VII, n. 1/2014)”. Insomma una serie di posizioni quella del Sardos Albertini pagato dal Franca, alquanto incerte e che hanno gettato i prodromi di quanto poi avvenuto. Dubbi che ha avuto il 5 luglio 2011 lo stesso capo ufficio tecnico Giorgio Zumiani inoltrando lettera all’avvocato Sala legale del Comune di Garda, da cui sembra però non aver ricevuto risposta. Al di là di questi misteri, la Sovrintendenza che nel dicembre 2011 non dava un parere espresso sul primo progetto . “Ovvero” dice il capo ufficio tecnico del Comune di Garda Zumiani nel permesso a costruire del 13 dicembre 2011 “considerato che il termine di risposta è decorso senza che il Sovrintendente abbia reso il prescritto parere” si autorizzano i lavori. Ma nel frattempo come incredibilmente il Franca motiva (“a causa di varianti urbanistiche migliorative intervenute” ) presentava il primo febbraio 2011 un secondo progetto che veniva però bocciato il 17 novembre 2011 dalla Sovrintendenza. Ma anche i lavori approvati dal Zumiani il 13 dicembre, con il primo progetto, non partivano. Si arriva così al 18 settembre 2012 quando il Sindaco di Garda, Antonio Pasotti interviene in modo plateale sollecitando la Sovrintendenza ad esprimere parere depositando l’atto autorizzativo del Progetto di demolizione con ricostruzione chiedendo “una rispettosa richiesta di Urgente esame degli elaborati progettuali dell’immobile al fine della realizzazione dell’intervento”. Tutto questo interesse per l’immobile serviva. La Sovrintendenza infatti questa volta prontamente rispondeva con tempi da record nell’arco di soli 14 giorni, con l’architetto Gianna Gaudini, che dava per la prima volta l’assenso vergato in calce al progetto. Ma la costruzione non partiva ancora. L’instancabile architetto Stefano Franca elaborava ancora un altro progetto “per la demolizione e ricostruzione di un hotel a 4 stelle” che arrivava a suo compimento il 17 aprile del 2014. Un progetto che però celava un altro mistero visto che nello stesso (seppur nei titoli delle carte non si leggesse) andava pure a demolire una civile abitazione di circa ottocento metri cubi il cui volume si leggeva “sarà da utilizzare in futuro”.

Li veniva compiutamente presentata l’opera monstre. Da un volume complessivo di 2407 metri cubi della casa albergo si è è passati ai 6792 realizzabili applicando le normative del Prg di Garda e il piano casa del 2013. Praticamente quasi una triplicazione delle cubature, da una struttura inerte senza licenza alberghiera da diversi anni. Dall’altra sembra esser stato operato un cambio destinazione d’uso che non dovrebbe essere permesso dalle normative vigenti ma neppure dal piano casa, perché allo stato attuale i cartelli predisposti recitano Villaggio albergo Olivo, non chiarendo la situazione. Inoltre non sembrano neppure rispettate le distanze stradali visto che per esempio dalla via Monte Baldo (strada comunale) dovrebbero esserci almeno dieci metri. Una strada che dovrà essere poi pure allargata riducendo ulteriormente le distanze. Alla fine di tutto questo progetto denso di misteri appare un ultimo grosso mistero. Holman Kai titolare della società Ad Hok il 29 aprile 2019 si reca in Municipio a firmare la convenzione con il capo ufficio tecnico Zumiani. Si intima così al Kai di allargare la strada comunale di Via Monte Baldo con le demolizione delle mura esistenti, realizzazione di un parcheggio pubblico, realizzazione di uno stradello, impianti d’illuminazione e delle fognature asfaltatura dell’area a parcheggio. Di tutto questo oggi sembra non essersi verificato nulla. E dire che nella convenzione si dava un termine perentorio dei 30 giorni per la realizzazione del tutto. Il termine è stato dato? L’ennesimo interrogativo in un progetto avvolto da una coltre di misteri impressionanti.


villaggio_olivo
Dal sito web del Villaggio Residence Olivo

AACQUISTO AL VALORE CASTASTALE E RIVENDITA A DUE MILIONI DI € : SOLDI PER LA MAGGIOR PARTE FINITI AD UNA BANCA

Tutto regolare...” Nel difendere chi specula sul territorio con costruzioni a dir poco orripilanti il Sindaco di Garda Davide Bendinelli è sempre in prima linea. Dopo aver fatto cementare dalle Risare sin ai Beati con gru e costruzioni imponenti colui che della casa facile anche in aree S.i.c. (Siti d’importanza comunitaria) ne ha fatto una ragione di vita, che si è arricchito a dismisura nell’ambito familiare inglobando hotel e apartements a tutta birra, ha posto la ciliegina sul disastro grigio creato creando una struttura enorme imponente e con sempre il beneplacito della cara e ormai vacua Sovrintendanza creando un moloch di calcestruzzo chiamato anche eco mostro. Il suo vero nome è Villaggio albergo Olivo, forse perché oramai gli olivi nell’area sono stati tolti ma l’enorme cubatura che si staglia in altezza per circa 18 metri e in larghezza per circa un ottantina con circa 7000 metri cubi di cemento armato, ha destato scalpore. Tant’è che il comitato Voce per l’ambiente che nel 2003 aveva segnalato per primo i pericoli della frana della Rocca ha chiesto lumi a Genio civile, Prefettura, Sovrintendenza e Comuni di Garda sulla struttura. Realizzando pure dei video grazia di cui il primo è finito nel mirino dell’avvocato Widmann dello studio Brandstatter ( il cui titolare è Presidente della Cassa di Risparmio di Bolzano) che ha diffidato ingiustamente il giornalista di fare delle “nascoste insinuazioni” sulla provenienza dei capitali per l’intera operazione.

Un’operazione che parte tempo addietro esattamente nel 2008 quando la Noge S.r.l. di cui era titolare Antonio Franca cugino di dell’allora assessore del Comune di Garda Stefano (oggi progettista dell’immobile) rileva dalla proprietà “Defendi Cantoni” per una pipa di tabacco al valore catastale un albergo pensione l’ex hotel Lory e una casa ad uso civile e i terreni attigui. Da quanto sembra risultare dagli atti il valore dell’acquisto da parte della Noge Srl è il valore catastale degli immobili che si può dedurre complessivamente per circa 300.000 euro. Un valore a dir poco insignificante. Perché dopo 10 anni esatti la Noge srl rivenderà quel terreno all’Ad hok srl (società con 10.000 euro di capitale) quegli immobili all’astronomica cifra di 2.070.000 euro. Il fatto curioso è che al momento della cessione delle unità immobiliari e terreni, il 14 settembre 2018, la Noge Srl, compiuta la missione, di tranfer si scioglie. I motivi di questo scioglimento di questa società interfamigliare non sono noti. Ma ciò che balza all’occhi è contemporaneamente alla cessione viene pure viene tolta l’ipoteca che gravava sull’area dal momento dell’acquisto del 2008 della Noge srl, a favore della Cassa rurale dell’alto Garda. Sembra così che nell’acquisto dell’immobile dai Defendi, la Cassa Rurale abbia giocato il ruolo di concessione di finanziamenti di una mega operazione immobiliare che ha avuto un percorso contorto e complesso.Quello che poi balza all’occhio è che nell’aprile 2018 sei mesi prima della cessione alla Ad Hok, quest’ultima salda una prima tranche con assegno di 50000 euro emesso dalla Cassa di Risparmio di Bolzano, alla Noge Srl. Questo ancor prima che il progetto definitivo dell’eco mostro fosse stato definito dalle autorità competenti. Come faceva l’Holmann ad essere sicuro che il progetto andasse in porto? Dopo quell’assegno al momento del contratto, gli assegni emessi dalla Cassa di Risparmio di Bolzano intestati all’Ad HOK fioccano. Perché sono ben 21 che viaggiano da una part verso la Noge Srl, ma sopratutto verso la Cassa Rurale dell’ alto Garda. Sono solo due da 120.000 euro, gli assegni emessi a favore direttamente della Noge srl. Mentre la rimanente parte (1.900.000 euro) e qui è un altro mistero, viene suddivisa in 19 assegni da 100.000 euro all’ordine di Cassa Rurale dell’alto Garda. Anche al mediatore Luca Terzi di studio Lago, che ha mediato tra le parti va la sua bella somma: 81.960 euro iva inclusa e al netto della ritenuta di acconto, sempre su assegno emesso dalla Cassa di Risparmio di Bolzano.

Insomma c’è gloria per tutti. Ma quello che emerge che sostanzialmente è un operazione tra banche in cui alla Cassa Rurale dell’Alto Garda va direttamente quasi la totalità della somma incamerata. Se poi vi sia un accordo per girare parte del denaro alla Noge Srl questo non è dato a sapere. Ma con lo scioglimento di quest’ultima, alla stipula della cessione degli immobili alla Ad Hok, in che modo possano esser stati regolati i tre ex soci dalla Banca, appare un grande interrogativo.

Come un mistero appare la suddivisione della somma versata in 19 tranches da 100.000 euro. Non era più semplice farne una unica da un milione nove cento mila euro?

Oltre queste domande a cui qualcuno forse risponderà, si pone infine attenzione nella compravendita, alla porzione di fabbricato civile che diventa predominante per l’applicazione fiscale, rispetto l’albergo e si trascrive: “La parte venditrice dichiara di esercitare l’opzione al presente atto avente per oggetto un fabbricato strumentale e relative pertinenze non suscettibile di diversa utilizzazione senza radicali trasformazioni, dell’imposta sul valore aggiunto, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 10, primo comma , n 8 ter del D.P.R. 633/72”.

“Immobile non suscettibili di diversa utilizzazioni senza radicali trasformazioni…” .

In realtà poi l’immobile ad uso civile è stato demolito come l’ex hotel Lory. E da quelle minime cubature attraverso contorte e poco decifrabili manovre ampliate a dismisura, con un possibile cambio destinazione d’uso si è arrivati ad un Residence chiamato Olivo o anche all’ “Eco mostro”. Un’applicazione del piano casa estrema visto che gli ampliamenti dovrebbero essere concessi mantenendo la destinazione originaria. Ma viste le enormi cubature e le distanze stradali alquanto critiche lasciano adito ancora a pesanti dubbi su questa immane opera.

Andrea Torresani


PIANO A LBERGHIERO APPLICATO

AD UNA STRUTTURA IN DISUSO DA ANNI

DA HOTEL AL “VILLAGGIO

ALBERGO OLIVO”

TRE PROGETTI DIVERSI PRESENTATI NELL’ARCO DI 4 ANNI

NON E’ STATO CONSIDERATO

IL VOLUME DI CUBATURA DELLA PISCINA

ALLA SOCIETA AD HOK E ‘ STATO PURE CONCESSO UN CREDITO EDILIZIO DI 800 METRI CUBI

L’AVVOCATO DEL COMUNE

NONOSTANTE FOSSE RICHIESTO

NON HA MAI EMESSO PARERE

L’INDICE FONDIARIO DELL’AREA APPARE SUPERATO

IL COMUNE IN UNA PORZIONE DELL’AREA NON HA RINNOVATO I VINCOLI URBANISTICI

PERCHE’?

NON SONO STATE

ANCORA REALIZZATE LE OPERE DI URBANIZZAZIONE

LA DISTANZA DI 10 METRI DA VIA MONTE BALDO E’ STATA RISPETTATA ?

IL PIANO CASA NON CONCEDE CAMBI DESTINAZIONE D’USO:

AL L VILLAGGIO ALBERGO OLIVO SI AFFITTANO APPARTAMENTI


 
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